Gastroenterologia

Anno: 2018.01.03
Autore: Luigi Aprea
Descrizione: Il presente volume intende offrire un’agevole panoramica delle più comuni malattie dell’apparato digerente.

Categoria:

Descrizione

PREFAZIONE
La Gastroenterologia, branca della Medicina interna, ha destato
interesse nella classe medica a decorrere dai primi anni ’70
del secolo scorso, epoca in cui si verificò un fermento innovativo
da parte di varie Scuole ad indirizzo gastroenterologico, mirante
alla disamina delle teorie patogenetiche di affezioni importanti
dell’apparato gastro-intestinale. La patologia più dibattuta era
rappresentata dall’ulcera gastrica, le cui ipotesi patogenetiche
confluivano perlopiù sulla teoria psicosomatica. L’avvento delle
fibre ottiche, con l’introduzione della fibroendoscopia, ha rappresentato
il movente più importante della ricerca. Ciò ha consentito
una graduale revisione del sistema fisiopatologico e terapeutico
allora in atto nella patologia dell’apparato digerente. La
nuova fase, caratterizzata dalle innovazioni apportate, ha permesso
la conoscenza di nuove patologie agevolando altresì il
perfezionamento delle cause di quelle già note. L’endoscopia
flessibile, attualmente ben definita dalla videoendoscopia, ha
permesso che l’ulcera gastrica e duodenale nonché le neoformazioni
aggettanti nella cavità gastrica e nel lume intestinale venissero
osservate, fotografate e bioptizzate. Si è aperto, in questo
modo, il sipario di una nuova epoca che ha comportato, tra l’altro,
il graduale abbandono della diagnostica radiologica. La fase
conclamata della ricerca si è manifestata a metà degli anni ’70
con l’introduzione in terapia dei farmaci antagonisti dei recettori
H2 dell’istamina, di cui la cimetidina ne è il prototipo. La successiva
immissione sul mercato degli inibitori di pompa protonica
(IPP) ha rappresentato e rappresenta tuttora la terapia farmacologica
di riferimento nella patologia gastro-duodenale. La scoperta
dell’Helicobacter pylori quale maggiore responsabile dell’ulcera
gastrica e duodenale, la possibilità di effettuare polipectomie
endoscopiche e tutta una serie di manovre a sfondo diagnostico
e terapeutico hanno reso la Gastroenterologia una
disciplina importante nell’ambito della Medicina clinica. La recente
introduzione della endocapsula ha permesso d’individuare
la sede del sanguinamento oscuro qualora localizzata, in particolare,
nell’intestino tenue. L’impiego successivo dell’enteroscopio
a doppio pallone per via orale anterograda e anorettale retrograda
ha consentito al paziente l’apporto delle misure terapeutiche
necessarie, evitandogli lunghi periodi di ricovero.
Con questa breve esposizione ho voluto dare risalto alle migliorate
conoscenze della disciplina attraverso gli anni, rilevando
l’importanza delle nuove metodiche diagnostiche che non vanno
separate dall’anamnesi e dall’esame obiettivo che conservano, in
ogni caso, il ruolo primario per il medico nel valutare la diagnosi
clinica attraverso l’esame strumentale.
Luigi Aprea