La fauna di Ponza negli acquerelli di Silverio Mazzella

Anno: 2015.04.29
Autore: Silverio Mazzella
Descrizione: Esposizione della fauna delle isole ponziane con 200 acquerelli originali dell’artista.

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Descrizione

L’amico Silverio Mazzella (Al Brigantino), dopo i pregevoli testi “Isole nella corrente” e “Ponza – Cucina Tradizionale” ha pubblicato di recente un saggio su “La fauna di Ponza”, illustrato da suoi delicati acquerelli. Silverio, infatti, oltre ad essere un ricercatore e cultore di storia e tradizioni locali è anche un vero artista del pennello: molto apprezzati e richiesti sono i suoi acquerelli sugli “stracqui” (tronchi e tavole di legno levigate dalle onde del mare nel frangersi sulla meravigliosa costa di Ponza, un esemplare è riportato nella seconda copertina assieme alla foto ed una breve biografia dell’autore).
Affascinano il nostro sguardo le più antiche creature marine: le meduse e i coralli, seguite da insetti, molluschi e crostacei, pesci e anfibi, uccelli e mammiferi sia marini che terrestri i quali caratterizzano la fauna del nostro arcipelago. Sono ben 56 tavole corredate da brevi didascalie di carattere scientifico: in pratica arte e scienza formano, anche in quest’opera, un armonico connubio.
Soprattutto gli insetti, come sottolinea l’autore, presentano delle peculiarità specifiche dovute all’isolamento in cui si sono evolute. Una farfalla in particolare, l’ “Hipparchia sbordonii” (Tav. 13) è presente solo in queste isole, tanto è vero che fu definita “Hipparchia di Ponza” , dal naturalista Kudrna O. Leigheb che la studiò nel 1984. Altra specie endemica è lo scorpione di Palmarola (Euscorpius carpathicus Palmarolae – Tav. 8). Anche nel “mondo dei rettili” si riscontrano specie autoctone come le lucertole di Zannone e Palmarola (Tav. 47). Le didascalie che corredano le singole tavole sono il frutto di una ricerca molto approfondita grazie ai numerosi testi consultati ed elencati nella bibliografia che correda l’opera.
Altrettanto affascinanti sono le immagini della fauna ittica: una folta schiera di creature marine affusolate nelle loro delicate livree multicolori, pronte a “tuffarsi” in una danza frenetica che ci rimanda ai versi di Gennaro Mazzella (padre dell’autore) nella “Pescata di Cilorma” (Ponza Mia nn. 7 – 8: Luglio e Agosto 1965)

Sentévem’a copp’i Sseren’ e cantà
e tutt’i pisce ‘a sott’ a ballà:
Pullece, Pimmece, Ruong’ e Mennelle
Vope, Retunne Palai ‘e Sardelle
Scuorfene, Scandere, Orat’ e Alicelle,
Tuotene, Scurme, Rai’ e Pacielle,
Treglie, Ravoste, Cerni’ e Riggiole,
Dientice, Praie, Cuocci’ e Messuole,
Spinule, Secce, Tracen’ e Aluzze,
Surece, ‘Nvanvure, Tunn’ e Merluzze.

Io che ho dimestichezza col nostro bellissimo dialetto ponzese resto affascinato nel rilevare che, ad esempio, la Sphiraena sphiraena non è altro che l’aluzza, la Spicara smaris è nientedimeno che ‘u retunno e così via.

-Silverio Lamonica